Sono scritti dimenticati, impressi sulle pagine d’un diario abbandonato. Emozioni sfuggenti, destinate a svanire, che ripesco da un’epoca distante che s’allontana, e s’allontana…
Ma non era un cerchio senz’inizio né fine?
29.11.1992
Un legame invisibile, incomprensibile, stringe due estremi persi in pianura
al vagar d’acque senza meta, ora che l’autunno è passato.
Un respiro intenso, profondo mondo segreto, legame di silenzio,
attimi sparsi a terra.
9.07.1991
Sono le sei. Gli altri dormono ancora.
Io, già da molto, sto volando al di fuori del mio fragile corpo.
1.12.1992
Fra i tanti fiumi che solcano la pianura non ho mai guadato il fiume del mio pianto.
A lungo, greto arido ma poi a cicli di stagioni torrente irruente di piena furiosa quando straripa ai bordi di campagna gonfiato da piogge e lacrime lontane sulle cui rive nasce, sterpaglia solitaria, l’illusione della vita.
02.02.1995
Inondato di sole.
Pervaso d’istanti gonfi di cose impercettibili, impalpabili.
Eppure, sfiorato dall’ombra.
02.02.1995
Seduto sulla riva del canale simmetriche parvenze riflesse nell’acqua silenzio pneumatico.
Superficie piatta su cui si riversa un cielo infinito.
29.09.1998
L’immoto transito traspare mentre silente evapora a settembre l’alba.
Incerte nel vento stormiscono le foglie.
Al migrar di pensieri respiro attento.
6.10.1998
Pacato osservo solchi sul terreno.
La pioggia d’ottobre disseta la sera.
Queste campagne anelano quiete.
15.03.2003
Fra poco ci desteremo – forse fra anni – e non saremo più gli stessi.
Vorrei conservare quella tua foto da cui le lacrime sono lontane in cui la luce t’irraggia il volto e dipinge un alone di purezza.
Poiché ora il tuo sguardo giace scuro all’ombra delle perplessità,
e non faremo soste al mare, e non capisco cosa sia successo e non so perché mai nessuno legga a fondo le mie parole.
12.05.1998
In quest’impercettibile transito muto è l’evolversi del grido.